Inizia il nostro lungo viaggio

Inizia il nostro lungo viaggio

La nostra storia si fonde inevitabilmente con quella di una famiglia che, da ben tre generazioni, condivide l’amore e l’impegno quotidiano per il proprio lavoro e che, con immutata passione, si adopera per rendere più dolce la vita a milioni di consumatori sparsi in tutto il mondo.

 

Tappa dopo tappa desideriamo farvi scoprire come una piccola pasticceria di paese è cresciuta fino a diventare una grande e moderna realtà aziendale che ha però conservato l’anima di quella antica pasticceria.

 

Buona lettura!

L’inizio della nostra storia

Francesco Antonio Balocco nasce a Narzole il 23 novembre 1903, figlio di Antonio Balocco (1862–1928) e di Domenica Dogliani (1869 – 1921). Il padre è un brillante commerciante, titolare di una Confetteria e Drogheria situata nella via principale di Narzole,  dove si vendono tabacchi, spezie, dolci e generi vari alimentari. Ha inoltre un’attività di produzione e commercio di vini e organizza ricevimenti per serate di gala, matrimoni e battesimi. Francesco Antonio è l’ottavo di dodici figli.
Nel 1914, a 11 anni, Francesco Antonio inizia il suo apprendistato da futuro pasticcere, a Bra, presso la pasticceria Converso (uno dei più noti locali storici italiani: durante la Belle Époque, i pasticceri Converso avevano portato la loro arte pasticceria fino al Waldorf Astoria di New York). Negli anni successivi si trasferisce a Torino, per proseguire il suo apprendistato alla Pasticceria Giordano di Piazza Carlo Felice, quindi alla Pasticceria Fréjus di Piazza Statuto per finire alla storica Confetteria De Coster. 

Apre la pasticceria Balocco

Nel 1923, Francesco Antonio Balocco, apre una pasticceria in società con il fratello Alfredo - di un anno più vecchio -  in via Marconi a Fossano.  Nel 1927 le strade dei due fratelli si dividono: Alfredo lascia Fossano per Ventimiglia e Francesco Antonio rileva invece una pasticceria all’angolo di piazza Castello a Fossano. Mettendo a frutto l’esperienza maturata in tanti anni di gavetta, Francesco Antonio si dimostra all’altezza della situazione e conquista un numero sempre maggiore di clienti. Il lavoro aumenta e nel laboratorio della sua pasticceria lavorano ormai otto garzoni e due commesse. Si producono pasticceria fresca e secca, torte in crema, pastiglie, caramelle e diverse qualità di liquori. Nel gennaio del 1930 Francesco Antonio sposa Lucia Cussino. Il 10 ottobre Lucia dà alla luce Aldo Balocco.  Il 18 ottobre, a soli 23 anni, Lucia muore in conseguenza al parto, lasciando orfano Aldo. Nel 1933 Francesco Antonio apre la sua seconda pasticceria, subentrando nell’attività di una famiglia torinese: la sua nuova pasticceria, al fondo della centrale Via Roma, viene considerata la più bella  di Fossano. Gli arredi sono stile impero e nel nuovo negozio si respira un fascino ricco di stile e modernità. 

La guerra e la rinascita

Durante la seconda guerra mondiale, nel settembre 1943, entrambe le pasticcerie vengono distrutte dai miliziani delle camicie nere.
Francesco Antonio e Aldo Balocco sono costretti a sfollare nelle Langhe dove trovano rifugio in una cascina nella frazione Santa Lucia (quante volte questo nome ricorrerà nella storia della famiglia Balocco..), adiacente ai poderi del futuro Presidente Luigi Einaudi. Appena terminata la guerra, Francesco Antonio rientra a Fossano, mentre il giovane Aldo torna a Cuneo per terminare gli studi. Vengono ricostruiti sia il laboratorio e che i due negozi di via Roma e di Piazza Castello  che ben presto riaprono. Per portare avanti l’attività si assumono otto garzoni per il laboratorio e quattro commesse, due per negozio. L’attività è particolarmente intensa nei fine settimana, motivo per cui si comincia a produrre pasticceria secca, da poter rivendere all’ingrosso, per ottimizzare la gestione del personale. Nel 1949, grazie all’iniziativa di Aldo, si decide di espandere l’attività spostando la produzione in uno stabilimento di 5.000 mq, in Via San Bernardo a Fossano. La nuova fabbrica occupa 30 addetti. 

Il dopo guerra

Nella metà degli anni cinquanta, vengono installati i primi forni a carrello estraibile per la produzione di panettoni, ma per poter produrre e vendere quantità più importanti di panettoni, serve una conservazione più lunga. Vengono fatte le prime prove di lievitazione naturale e di glassatura dei panettoni con nocciole, granella di zucchero e mandorle tostate: sta nascendo il Mandorlato Balocco, un prodotto che negli anni successivi consentirà di raggiungere grandi traguardi. Il prodotto riscuote un grande successo ed inizia ad essere distribuito attraverso una rete di grossisti, oltre che in Piemonte, anche in Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Veneto.

 

Nei primi anni sessanta inizia la costruzione di una rete di vendita e nel 1964 viene acquistato un terreno di 70.000 mq in zona Santa Lucia, sempre a Fossano, dove, nel settembre 1967 inizia la costruzione della nuova fabbrica. Nel 1969 la produzione viene trasferita dai vecchi locali di Via San Bernardo ai nuovi di Via Santa Lucia, dove ha tuttora sede l’azienda. 

Il primo Carosello

Sull’onda dei successi ottenuti dal Mandorlato e con la voglia di crescere e di farsi conoscere a livello nazionale, Aldo Balocco decide di puntare tutto sulla pubblicità. Il primo spot TV nella storia della Balocco va in onda il 1° dicembre del 1975 su Carosello, l’unico spazio pubblicitario della televisione  italiana di quegli anni. Carosello veniva trasmesso quotidianamente alle 20:30  e per tutti i bambini coincideva con il momento più atteso della giornata, poco prima di essere messi a dormire. In Carosello la parte di spettacolo doveva essere separata da quella puramente pubblicitaria e solo nella parte finale poteva essere nominato il prodotto.
Aldo Balocco decide di affidare le sorti del suo Mandorlato alla straordinaria notorietà delle soubrette più famose del momento, le gemelle Alice e Ellen Kessler. Il successo non tarda ad arrivare e ben presto il Mandorlato entra nelle case di tutti gli italiani e la sua immagine compare nelle vetrine e sugli automezzi delle più importanti città.

Il Mandorlato Balocco: simbolo del Natale

Il successo del Mandorlato, divenuto nel frattempo vero e proprio simbolo dell’azienda, prosegue grazie ad una fortunata campagna pubblicitaria, che ha come protagonista Heather Parisi, ballerina, cantante, attrice e showgirl statunitense, volto simbolo della televisione italiana degli anni ottanta. Heather è la star di Fantastico, il varietà del sabato sera più visto in assoluto nella storia della televisione.

 

La sigla d'apertura del programma «Cicale» è in testa alle hit parade del 1981-1982 e si aggiudica il disco d'oro. «Cicale» diventa la base per il jingle del nuovo spot del Mandorlato, interpretato dalla stessa Heather Parisi, jingle che verrà a lungo cantato da milioni di italiani.

 

Comincia una crescita inarrestabile: nel 1987 la superficie produttiva raggiunge 32.000 mq, il fatturato supera il controvalore in lire di 14 milioni € e gli addetti salgono a 135. 

La nuova generazione

Grazie ai crescenti successi degli anni ottanta, l’azienda entra nel mirino di una grande multinazionale americana che, in quegli anni, va a caccia di marchi famosi per sbarcare in Italia. Le offerte sono certamente allentanti, ma Aldo Balocco resiste alle avances, confidando sull’ormai prossima entrata in azienda dei suoi figli.

 

E così, nel 1990, entrano in azienda Alessandra ed Alberto, terza generazione della famiglia Balocco, mentre nel 1994 muore, all’età di 91 anni, Francesco Antonio Balocco, fondatore dell’azienda.

 

Il passaggio generazionale ha sicuramente contribuito a far diventare Balocco uno dei modelli imprenditoriali di maggior successo in Italia, grazie ad una forte coesione famigliare, alla capacità di innovare e di competere in mercati sempre più globalizzati. Il passaggio è avvenuto in modo virtuoso, senza discontinuità fra le due generazioni che continuano ancora oggi a lavorare fianco a fianco. 

La crescita continua

Nel 2003 la superficie produttiva raggiuge i 44.000 mq e Balocco dà inizio al processo di destagionalizzazione con l’ingresso nel mercato dei frollini da prima colazione. Esauriti i format pubblicitari legati alla presenza del testimonial, nel 2006 viene lanciata la campagna pubblicitaria “il Signor Balocco” che, ambientata in una fabbrica d’altri tempi e in un’atmosfera magica, comunica cura, attenzione e passione con cui la famiglia Balocco, da ben tra generazioni, si dedica ai suoi prodotti. Ancora una volta la scelta si dimostra vincente e volumi, fatturato e quote di mercato continuano a crescere. Il 2 giugno 2010, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nomina Aldo Balocco Cavaliere del Lavoro: la Balocco rappresenta un vanto per il territorio ed un importante faro per l’economia locale. Accanto alla tradizionale comunicazione televisiva, a partire dal 2010 Balocco diventa sponsor di Juventus FC: per due campionati (serie A Tim 2010/11 e 2011/12) come Jersey Sponsor e a seguire come Official Partner. Inoltre, nel periodo 2013-2015, Balocco è stata Main Sponsor del Giro d’Italia (Maglia Rosa - Pink Jersey).